IL NOSTRO TERROIR
DOVE IL MARE E’ DIVENTATO TERRA
Sotto i nostri piedi giace un segreto antico milioni di anni. Quando parliamo di territorio, non intendiamo solo la vista che si gode dalla cantina, ma la complessa stratificazione del suolo che nutre le nostre viti e definisce l’identità dei nostri vini.
Le nostre vigne affondano le radici nel cosiddetto Bacino Terziario Piemontese. Quello che oggi è una distesa di colline, un tempo era il fondo di un oceano. Questa eredità marina è il nostro tesoro: le Marne di Sant’Agata, argille bluastre miste a sabbie finissime che conferiscono al vino eleganza e una longevità straordinaria, i Fossili, in cui non è raro imbattersi (piccole conchiglie e resti di vita marina), danno mineralità al grappolo, regalando sapidità e verticalità al sorso.
Spesso confusa o semplicemente accorpata alle grandi denominazioni piemontesi, l’Astesana, luogo in cui si trovano i nostri vigneti, è in realtà il fulcro storico e geografico del territorio astigiano. È quella terra di “mezzo”, preziosa e mossa, che si estende a sud del fiume Tanaro, incastonata tra le Langhe a ovest e il Monferrato alessandrino a est. E’ un territorio che vibra di storia e di un’identità rurale profondissima. Citare questa zona specifica permette di radicare la tua filosofia di “custode” in un contesto geografico che è, per definizione, terra di grandi colli e di vigne storiche. L’Astesana non è per noi solo una collocazione geografica, ma una vocazione. Adagiate tra i rilievi che guardano verso il Monferrato e le Langhe, le nostre vigne affondano le radici in una terra antica, modellata dal tempo e dal lavoro sapiente dell’uomo. Essere vignaioli in Astesana significa confrontarsi con una biodiversità spontanea ancora molto forte. Tra un filare e l’altro non c’è solo vite: ci sono boschi di querce, noccioleti e piccoli borghi arroccati. Essere custodi nell’Astesana significa onorare un patrimonio unico.

UN MICROCLIMA DI CONFINE
Godiamo di una posizione privilegiata. Le correnti d’aria che risalgono dalla valle del Tanaro lambiscono le nostre vigne, creando forti escursioni termiche tra il giorno e la notte. Questo permette alle uve di maturare lentamente, fissando i profumi nella buccia e mantenendo quell’acidità naturale che è la spina dorsale dei nostri vini.


ESPOSIZIONE E PENDENZA: L’ARCHITETTURA DEL SOLE
Le colline non sono solo un panorama, ma una complessa macchina termica naturale. Utilizziamo il termine piemontese Sorì, che indica i versanti esposti a mezzogiorno, quelli dove la neve si scioglie per prima. I nostri filari godono dell’ insolazione pomeridiana e questo calore permette alle uve di completare la maturazione zuccherina, bilanciando la sua naturale acidità con una morbidezza avvolgente. La pendenza favorisce un deflusso idrico naturale che porta le radici a scendere in profondità per ancorarsi saldamente alle marne.



