about us
TUTTO QUELLO CHE C’E’ DA SAPERE
Marco inizia la sua attività di produttore di vini nel 2010, dopo un’esperienza di alcuni anni nella ristorazione sul Lago Maggiore, più precisamente a Cannobio (VB), suo paese di origine.
Nel 2009 arriva a La Morra dove lavora presso un’importante azienda vinicola, muove i primi passi nel mondo del vino e soprattutto inizia ad apprezzare la vita in campagna, a quanto pare l’ideale per lui che ama definirsi «un orso». Marco approda così a Costigliole d’Asti dove comincia la sua attività di viticoltore e, nel 2015, dopo l’incontro con il futuro socio, nasce l’Azienda Agricola Cascina San Michele – Marco Minnucci.
8+
Ettari di vigna
15+
Anni di esperienza
30K
Bottiglie
8
Vini
6
Anni di riconoscimenti
custodi della terra, non solo produttori.
Per noi, un filare fiorito non è solo più bello da vedere: è un terreno che respira, una terra che pulsa di vita e che trasmette al vino tutta la forza e la complessità di un ambiente sano; proprio per questo la fertilità del suolo è un obiettivo al pari della produzione vinicola.
Non ci accontentiamo di seguire un disciplinare; ascoltiamo il ritmo delle stagioni. Essere custodi significa agire con pazienza e precisione. Solo una terra viva può trasmettere al vino quelle caratteristiche che lo rendono unico e irripetibile altrove.. Ogni bottiglia è un frammento di questo paesaggio. Non stiamo solo producendo vino; stiamo imbottigliando l’energia di un luogo che abbiamo il privilegio di proteggere.
UN PATTO TRA TERRA E RADICI
LA NOSTRA FILOSOFIA
Il nostro attaccamento a queste colline ci impone una responsabilità: lasciare questa terra come l’abbiamo trovata.
Per noi, la sostenibilità non è una moda, ma il ringraziamento ad un territorio che da secoli offre a chi sa ascoltarlo. Per questo motivo, nonostante l’azienda abbia la certificazione biologica dal 2013, non l’abbiamo mai rivendicata in etichetta.
“Amare questa terra significa sporcarsi le mani per proteggerne l’anima, sapendo che il segreto di un grande vino non è in cantina, ma nel respiro della vigna”.
UN TAPPETO DI VITA
L’INERBIMENTO CONSAPEVOLE
Questa scelta è uno dei segni più tangibili di un’agricoltura che ha smesso di voler “dominare” la natura e ha scelto di collaborare con lei. In gergo tecnico si chiama inerbimento, ma per chi ama la terra è un vero e proprio ecosistema vitale.
Chi osserva i nostri filari noterà che non c’è terra nuda, ma un manto erboso vivo e vibrante. Questa non è trascuratezza, ma una scelta precisa, figlia del nostro profondo rispetto per l’equilibrio biologico. Lasciare che l’erba cresca tra le viti significa restituire alla terra la sua voce naturale. Il prato tra i filari è la casa di api, coccinelle e insetti impollinatori, alleati preziosi che proteggono la vigna e ne garantiscono la salute senza l’uso di chimica invasiva. Le radici dell’erba e dei fiori spontanei trattengono la terra durante le piogge intensive, evitando l’erosione e mantenendo il suolo soffice, vitale e ricco di sostanza organica. Falciamo l’erba solo quando è necessario, lasciando che si trasformi in concime naturale (SOVESCIO). E’ un ciclo chiuso, dove nulla va perduto e la terra si rigenera da sola.
Passeggiando tra questi filari in primavera o all’inizio dell’estate, non troverete un verde uniforme, ma una varietà sorprendente di specie spontanee, ognuna con un compito.

phacelia
Facelia
Radica profondamente, aerando il terreno e creando un’elevata biomassa che, una volta interrata, diventa prezioso humus. Attira api, bombi e sirfidi grazie alla fioritura viola intenso ricca di nettare e polline, migliorando la biodiversità. È una pianta annuale che, in caso di semina tardiva, muore con il gelo, facilitando l’interramento primaverile. Copre rapidamente il terreno, sopprimendo le erbe infestanti.
armoracia rusticana
Rafano
Il rafano è altamente efficace nel contrastare i nematodi, inclusi quelli cisticoli della barbabietola, agendo da pianta trappola e biofumigante grazie ai glucosinolati. L’apparato radicale profondo e fittonante struttura il terreno, mentre la notevole massa organica incrementa l’humus. Cresce velocemente (ciclo di circa 60 giorni), coprendo il suolo e inibendo la crescita delle infestanti senza bisogno di diserbi.
TRIFOLIUM INCARNATUM
Trifoglio incarnato
Come leguminosa, fissa l’azoto atmosferico, rendendolo disponibile per le colture successive. La radice fittonante compatta ma arieggia il terreno, mentre la vegetazione riduce l’erosione. Rustico e resistente, si adatta a vari tipi di terreno, inclusi quelli argillosi. È una pianta mellifera, molto amata da api e insetti utili.
Sinapis
Senape
Rilascia sostanze che riducono le popolazioni di nematodi dannosi, proteggendo le colture. Le radici profonde migliorano l’arieggiamento e la penetrazione dell’acqua. Le sostanze allelopatiche inibiscono la crescita di altre erbe. Fissa l’azoto e apporta sostanza organica dopo l’interramento, arricchendo il suolo. Attrae api e insetti impollinatori.

















